Iperparatiroidismo Primario
La forma più comune di patologia paratiroidea: una ghiandola iperfunzionante produce troppo PTH in modo autonomo, alzando il calcio nel sangue e causando sintomi spesso sottovalutati per anni. La paratiroidectomia mininvasiva è risolutiva in oltre il 95% dei casi.
Come si Manifesta l’Iperparatiroidismo Primario
I sintomi variano molto da paziente a paziente. In molti casi la malattia è scoperta incidentalmente durante esami del sangue di routine. Quando sintomatica, colpisce principalmente ossa, reni e sistema nervoso.
Sintomi Ossei e Renali
- Dolore osseo diffuso — in particolare alla schiena, alle anche e alle articolazioni, spesso scambiato per artrosi
- Osteoporosi precoce — riduzione della densità ossea con aumentato rischio di fratture
- Calcoli renali ricorrenti — nefrolitiasi da ipercalciuria, talvolta primo segnale della malattia
- Poliuria e polidipsia — aumento della quantità di urine e sete persistente
- Insufficienza renale — nei casi avanzati non trattati
Sintomi Neuromuscolari e Generali
- Stanchezza cronica e debolezza muscolare — spesso il primo sintomo riferito, sottovalutato per anni
- Disturbi dell’umore — depressione, ansia, difficoltà di concentrazione, “nebbia cognitiva”
- Nausea, stipsi, dolori addominali — da ipercalcemia che rallenta il transito intestinale
- Ipertensione arteriosa — frequente associazione, spesso migliora dopo l’intervento
- Pancreatite acuta ricorrente — nei casi con ipercalcemia severa

Come si Diagnostica e Localizza
La diagnosi biochimica precede sempre quella strumentale. Una volta confermata l’ipersecrezione di PTH, l’imaging ha l’obiettivo di localizzare la ghiandola patologica per pianificare l’intervento.
| Esame | Obiettivo |
|---|---|
| Calcio sierico e ionizzatoPrima valutazione | Ipercalcemia persistente è il dato cardine della diagnosi |
| PTH intatto (iPTH) | Elevato o inappropriatamente normale in presenza di ipercalcemia |
| Vitamina D (25-OH) | Carenza di vitamina D può mascherare l’entità dell’ipercalcemia |
| Fosforo, fosfatasi alcalina | Fosforo basso e FA elevata nei casi con coinvolgimento osseo |
| Calciuria delle 24h | Esclude l’ipercalcemia ipocalciurica familiare benigna (FHH) |
| Ecografia colloPrimo imaging | Identifica adenomi e valuta lo stato della tiroide |
| Scintigrafia sestamibi SPECT/CTGold standard | Localizzazione preoperatoria dell’adenoma |
| PET-colina | Nei casi persistenti o recidivanti dopo primo intervento |
Come si Cura l’Iperparatiroidismo Primario
La chirurgia è l’unico trattamento risolutivo. La scelta dell’approccio dipende dal numero di ghiandole coinvolte e dall’esito dell’imaging preoperatorio.
Paratiroidectomia Mininvasiva
Rimozione dell’adenoma singolo con incisione di 3-4 cm — Approccio di scelta quando l’imaging preoperatorio ha localizzato con sicurezza un adenoma singolo. Viene eseguita in anestesia generale o locoregionale, con esame istologico estemporaneo della paratiroide per la conferma immediata del successo.
- Adenoma singolo localizzato concordante su due metodiche
- Incisione cervicale di 3-4 cm, cicatrice quasi invisibile
- Durata operatoria ridotta: circa 60-90 minuti
- Degenza breve: generalmente 3 giorni
- Guarigione biochimica in oltre il 95% dei casi
Esplorazione Bilaterale
Quando è necessario valutare tutte e quattro le ghiandole — Indicata quando l’imaging non è conclusivo, o quando vi è sospetto di malattia multighiandolare. Permette la valutazione diretta di tutte le paratiroidi e la resezione selettiva delle ghiandole patologiche.
- Imaging non localizzante o discordante
- Sospetta iperplasia multighiandolare (MEN 1, MEN 2A)
- Recidiva o persistenza dopo un precedente intervento
⚠️ In presenza di sindrome MEN (Neoplasie Endocrine Multiple), il percorso diagnostico e chirurgico è specificamente adattato al profilo genetico del paziente.
L’Esame Estemporaneo Intraoperatorio
Durante l’intervento, il tessuto ghiandolare asportato viene inviato immediatamente in anatomia patologica per un esame istologico. Il patologo conferma che il campione è effettivamente tessuto paratiroideo e, nei casi di adenoma singolo, l’esame estemporaneo conferma la natura del nodulo asportato prima della chiusura della ferita, riducendo il rischio di interventi non risolutivi per errata identificazione del tessuto. Nei casi di iperplasia multighiandolare, orienta la decisione tra paratiroidectomia subtotale e totale con autotrapianto.
Referto in 10–15 minuti
Il patologo risponde direttamente in sala durante l’intervento
Conferma del tessuto asportato
Distingue paratiroide da linfonodo, tessuto tiroideo o grasso cervicale
Guida l’estensione chirurgica
Fondamentale nelle forme multighiandolari e nelle recidive
Dalla Diagnosi alla Guarigione
Un percorso strutturato e personalizzato, pensato per garantire sicurezza e i migliori risultati clinici.
Prima Visita Specialistica
Valutazione clinica completa: anamnesi, revisione degli esami disponibili, palpazione del collo. Il Dott. Marrocco valuta i criteri chirurgici e discute le opzioni terapeutiche con il paziente.
Completamento Diagnostico
Esami biochimici completi (calcio, PTH, vitamina D, calciuria), ecografia del collo, scintigrafia sestamibi SPECT/CT. Nei casi selezionati, PET-colina per localizzazione di precisione.
Pianificazione Chirurgica
Scelta dell’approccio — MIP o esplorazione bilaterale — in base ai risultati dell’imaging. Valutazione anestesiologica preoperatoria e pianificazione del ricovero.
Paratiroidectomia
Intervento chirurgico con esame estemporaneo della paratiroide asportata. La guarigione è confermata prima ancora di chiudere l’incisione. Degenza di 24–48 ore.
Follow-up Post-operatorio
Controllo di calcemia e PTH a 1 giorno, 1 settimana, 1 mese e 6 mesi dall’intervento. Eventuale supplementazione di calcio e vitamina D nelle prime settimane. Densitometria ossea a 12 mesi per valutare il recupero scheletrico.
Hai calcio alto o PTH elevato?
Porta gli ultimi esami del sangue — calcio, PTH e vitamina D — e l’eventuale ecografia tiroidea. Il Dott. Marrocco valuterà insieme a te il percorso diagnostico e terapeutico più adatto.