Nessun bisturi.
Nessuna cicatrice.
La termoablazione con radiofrequenza (RFA) è il trattamento percutaneo di riferimento per i noduli tiroidei benigni sintomatici. Un ago sottile guidato dall’ecografia, anestesia locale, e il paziente torna a casa lo stesso giorno.
L’ecografia in tempo reale guida ogni fase del trattamento: dall’inserimento dell’ago alla verifica dell’ablazione completata.
Come funziona la Termoablazione RFA
La radiofrequenza genera calore localizzato all’interno del nodulo. Le cellule del nodulo vengono distrutte, il tessuto tiroideo sano circostante rimane integro. Nelle settimane e nei mesi successivi, il nodulo si riduce progressivamente.
Il meccanismo fisico
Un ago-elettrodo sottile (18–21 gauge) viene inserito nel nodulo sotto guida ecografica continua. Un generatore invia corrente a radiofrequenza (460–500 kHz) attraverso l’ago: gli ioni tissutali oscillano ad alta velocità, producendo un calore localizzato di 60–100°C che determina necrosi coagulativa del tessuto nodulare. La zona trattata appare iperecogena all’ecografia in tempo reale, consentendo il monitoraggio immediato dell’ablazione.
Tecnica Moving Shot
L’ago viene spostato in modo sistematico all’interno del nodulo per garantire una copertura omogenea di tutto il volume da trattare.
Guida Ecografica
L’ecografo in tempo reale consente di visualizzare continuamente la posizione dell’ago e il fronte di ablazione durante tutta la procedura.
Hydrodissection
Nei noduli adiacenti alla capsula tiroidea, un’iniezione di soluzione glucosata crea una barriera protettiva tra il nodulo e le strutture circostanti.
Controllo di Potenza
La potenza erogata (30–120 W) viene regolata in tempo reale in base alla risposta tissutale e alla distanza dalle strutture sensibili.
Il giorno del trattamento
Dal momento in cui il paziente entra al momento in cui torna a casa: un iter semplice, rapido, senza ansia da sala operatoria.
Preparazione
Posizione supina con collo iperesteso. Applicazione del gel ecografico. Disinfezione della cute. Anestesia locale con lidocaina: il paziente avverte solo un leggero fastidio.
15 minutiInserimento dell’ago-elettrodo
L’ago viene inserito attraverso una microincisione cutanea sotto guida ecografica in tempo reale. Il paziente è sveglio, può comunicare durante tutta la procedura.
5 minutiAblazione del nodulo
Erogazione di radiofrequenza con tecnica Moving Shot. Il medico monitora in continuo l’immagine ecografica e regola la potenza. Si può avvertire una sensazione di calore locale.
20–40 minutiRecupero e dimissione
Breve osservazione post-procedurale di qualche ora. Verifica ecografica immediata del risultato. Indicazioni per i giorni successivi. Il paziente torna a casa in autonomia.
Stesso giornoPer chi è indicata la RFA
La termoablazione è uno strumento potente ma selettivo. La corretta indicazione è il fattore più importante per ottenere un risultato ottimale.
La RFA è indicata
Nei casi che soddisfano questi criteri, la RFA può rappresentare una vera e valida alternativa alla chirurgia.
- Nodulo con citologia benigna confermata (FNA, classe Bethesda II–III)
- Nodulo sintomatico per compressione lieve: senso di peso, fastidio alla deglutizione
- Nodulo esteticamente evidente con impatto sulla qualità di vita
- Paziente che rifiuta la chirurgia o con comorbidità che aumentano il rischio operatorio
- Nodulo autonomo non tossico in fase di valutazione (in casi selezionati)
- Desiderio di preservare la funzione tiroidea ed evitare la terapia sostitutiva
Quando la chirurgia rimane necessaria
La RFA non è adatta in queste situazioni: la chirurgia tiroidea rimane il trattamento di scelta.
- Sospetto o conferma di malignità (FNA Bethesda IV–VI, nodulo TIR 3B–5)
- Gozzo multinodulare voluminoso con compressione tracheale documentata alla TC
- Estensione endotoracica (gozzo retrosternale): inaccessibile all’ago percutaneo
- Nodulo con deviazione tracheale severa o sintomi compressivi importanti
- Nodulo in posizione posteriore profonda, adiacente all’esofago o a vasi maggiori
- Paziente con pacemaker o dispositivi elettronici impiantati (controindicazione relativa)
RFA vs Chirurgia
Non esiste un approccio universalmente superiore. La scelta dipende dalla natura del nodulo (accertata con agoaspirato), dai sintomi del paziente, dal rischio chirurgico e dalle preferenze individuali.
Il Dott. Marrocco è specializzato in entrambe le tecniche e valuta ogni caso per proporre la soluzione più appropriata — senza partire da un’indicazione preferenziale.
Nota per il paziente: in molti casi la valutazione iniziale mostrerà chiaramente quale sia l’approccio corretto. Nei casi borderline la decisione viene sempre discussa e condivisa.
| Termoablazione RFA | Chirurgia | |
|---|---|---|
| Anestesia | Locale, lidocaina, paziente sveglio | Generale |
| Incisione cutanea | Nessuna, solo puntura dell’ago | Sì, cicatrice cervicale |
| Degenza | Zero notti, rientro il giorno stesso | 1–2 notti di ricovero |
| Tiroide residua | Preservata, tessuto sano intatto | Parzialmente o totalmente rimossa |
| Terapia sostitutiva | Non necessaria | A vita se tiroidectomia totale |
| Ripresa attività | 24–48 ore | 3-5 giorni |
| Efficacia definitiva | Riduzione 60–80%, possibile recidiva a lungo termine | Definitiva per il tessuto rimosso |
| Indicata su noduli maligni | No, solo noduli benigni confermati | Sì, trattamento oncologico di scelta |
È la riduzione volumetrica media del nodulo documentata negli studi clinici a 12 mesi dal trattamento. Il nodulo non scompare, ma si riduce in modo significativo e stabile nel tempo.
Risposta clinica: da 2 mesi — risultato ottimale a 6–12 mesi
Soddisfazione del paziente
La maggior parte dei pazienti riferisce miglioramento dei sintomi e soddisfazione estetica a 12 mesi dal trattamento.
Complicanze maggiori
Le complicanze serie (lesione nervosa, ematoma, ustione cutanea) sono rare nelle mani di operatori esperti che rispettano i criteri di sicurezza.
Sedute necessarie
Nella maggioranza dei casi è sufficiente una singola seduta. Noduli di volume superiore a 30–40 ml possono richiedere un secondo trattamento.
Anni di dati di follow-up
I risultati a lungo termine mostrano una stabilità della riduzione volumetrica, con tasso di ricrescita nodulare del 15–20% a 5 anni nei pazienti seguiti.
Hai un dubbio?
Le domande più comuni dei pazienti che valutano la termoablazione come alternativa alla chirurgia tiroidea.
Parla con il Dott. Marrocco →La termoablazione fa male? Serve anestesia generale?
La procedura viene eseguita in anestesia locale con lidocaina: il paziente è sveglio per tutta la durata del trattamento. L’iniezione dell’anestetico provoca un fastidio momentaneo, simile a un prelievo venoso. Durante l’ablazione si può avvertire una sensazione di calore o di pressione al collo, raramente dolore.
Il paziente può comunicare con il medico in ogni momento. L’anestesia generale non è necessaria e non viene utilizzata.
Devo stare a digiuno o interrompere i farmaci?
È necessario il digiuno pre-procedurale.
I farmaci anticoagulanti e antiaggreganti (cardioaspirina, warfarin, NAO) devono essere sospesi 5–7 giorni prima della procedura, come indicato nelle istruzioni pre-procedurali che verranno fornite durante la visita di pianificazione.
Quando vedrò i risultati? Il nodulo sparirà completamente?
I primi cambiamenti volumetrici si apprezzano già al controllo ecografico del secondo-terzo mese. Il risultato ottimale si raggiunge tra i 6 e i 12 mesi dalla procedura, quando la riduzione è di solito del 60–80% rispetto al volume iniziale.
Il nodulo non sparisce completamente: la zona trattata viene riassorbita progressivamente ma lascia un residuo cicatriziale. Dal punto di vista estetico e sintomatologico, tuttavia, la riduzione ottenuta è nella grande maggioranza dei casi clinicamente significativa e soddisfacente.
Il nodulo può ricrescere? Serve un secondo trattamento?
I dati a lungo termine indicano che il 15–20% dei noduli trattati tende a ricrescere parzialmente entro 5 anni, in particolare nei noduli con componente cistica importante o in pazienti con tendenza alla formazione di nuovi noduli.
In caso di ricrescita significativa e sintomatica, la procedura può essere ripetuta. Questo non è un insuccesso del trattamento: la RFA offre la possibilità di iterare senza i vincoli della chirurgia (aderenze, anatomia alterata). Un secondo trattamento è anche talvolta pianificato fin dall’inizio per noduli di volume superiore a 30–40 ml.
Dopo la RFA dovrò prendere farmaci per la tiroide?
Nella grande maggioranza dei casi no. Poiché la RFA tratta solo il nodulo preservando il tessuto tiroideo sano, la funzione ghiandolare rimane integra e non è necessaria la terapia sostitutiva con levotiroxina.
Questo è uno dei principali vantaggi rispetto alla tiroidectomia totale, che richiede invece la supplementazione ormonale per tutta la vita. I valori di TSH, FT3 e FT4 vengono comunque monitorati nei controlli di follow-up.
Quali esami devo portare alla visita di valutazione?
Per la prima valutazione è utile portare:
Ecografia tiroidea recente (preferibilmente con referto e immagini); esami del sangue con TSH, FT3, FT4, calcitonina; referto del precedente agoaspirato (FNA) — indispensabile per escludere la malignità prima di proporre la RFA; qualsiasi altra documentazione clinica disponibile (visite precedenti, lettere di dimissione).
Il tuo nodulo è candidato alla termoablazione?
Porta l’ecografia tiroidea e il referto citologico dell’agoaspirato. Il Dott. Marrocco valuterà se la RFA è appropriata nel tuo caso — o se la chirurgia sia la scelta migliore.